Ma come guadagna VSCode?
Come si fanno i soldi regalando il prodotto che tutti usano
👋 Ciao, sono Chri. Fractional CTO e questa è Senza Filtri: la newsletter dove condivido il dietro le quinte del mio viaggio da imprenditore (esperienze, cosa ho imparato e tanti errori) alternando a qualche deep dive sui business che mi incuriosiscono.
Aprivo VSCode ogni mattina e non l’avevo pagato nemmeno un euro (e scommetto che valeva anche per te o per il tuo team).
Non è sempre stato così, chi ha qualche anno sul groppone come me se lo ricorda bene il momento in cui l’ambiente di sviluppo te lo dovevi comprare.
Visual studio, con la sua bella licenza, oppure JetBrains con le rate annuali e Sublime Text, con quel popup che ti chiedeva di acquistare la licenza e che tu, bellamente, ignoravi (tipo WinRar).
Poi arriva Microsoft nel 2015 e mette in giro un editor gratuito: veloce, gira su qualsiasi sistema operativo e nel giro di qualche anno si prende tutto il mercato (sì, non era il primo, ma non stiamo a guardare il pelo nell’uovo. Era il primo ad essere esploso di brutto).
Oggi lo usa il 75,9% degli sviluppatori del pianeta secondo l’ultimo sondaggio di Stack Overflow (che tra l’altro RIP). Praticamente tre su quattro. Il secondo in classifica sta a più di quaranta punti di distanza (tipo il Milan con l’Inter 💙🖤)
E qui ovviamente scatta la domanda: ma se è gratis e nessuno lo paga, Microsoft da dove ci guadagna? Te lo dico io.
Regala l’editor, vendi tutto il resto
Se non vende l’editor vende altro sicuramente. Nel 2002 Joel Spolsky, quello di Stack Overflow per intenderci, scrive un pezzo che gira ancora oggi e lo chiama “commoditize your complement”. Rendi una commodity ciò che sta accanto al tuo prodotto.
Ogni prodotto ha dei complementi, cioè cose che compri insieme. Le auto e la benzina. Le patatine e il ketchup. Quando il complemento costa poco, la gente compra più del prodotto principale. Quindi la mossa furba è far crollare il prezzo di quello che ti sta accanto, così cresce la domanda di quello su cui tu fai davvero i soldi.
Microsoft questo giochino lo conosce da sempre, perché lo ha fatto negli anni ‘80 con i PC. Ha spinto perché l’hardware diventasse economico, intercambiabile, una commodity da quattro soldi, e intanto vendeva il sistema operativo che ci girava sopra. Regali il livello di sotto per possedere quello di sopra.
Con VS Code è la stessa identica cosa, solo trent’anni dopo. L’editor è il complemento, lo rendi gratis, onnipresente, lo metti in mano a cinquanta milioni di sviluppatori al mese, e poi vendi quello che ci gira attorno: l’AI, il cloud, l’infrastruttura. L’editor non deve fare una lira, deve solo essere ovunque.
Il trucco nel trucco
C’è un dettaglio che quasi nessuno conosce e che secondo me è la parte più intelligente di tutta la storia.
Quando scarichi “Visual Studio Code” dal sito Microsoft, pensi di scaricare il progetto open source. Ed è qui che casca l’asino. Esistono due cose diverse. C’è “Code – OSS”, il progetto vero open source rilasciato con licenza MIT, quello che chiunque può prendere e modificare. E poi c’è “Visual Studio Code”, il prodotto che scarichi tu, che è la stessa base ma con dentro il marchio Microsoft, la telemetria, il marketplace ufficiale e le estensioni proprietarie che il progetto open non ha.
Detta papale papale:: la parte aperta serve ad attrarre la community, i contributi garantiti e la fiducia degli sviluppatori, mentre la parte chiusa aiuta a tenere il controllo. Sembra tutto open, ma la verità è che può “aprire quella porta” una persona soltanto.
I tre rubinetti
Ok, ma dove finiscono materialmente i soldi? Ci sono tre punti dove l’editor gratis si trasforma in cassa.
Il primo, e il più grosso, è GitHub Copilot. L’AI che ti completa il codice mentre scrivi, integrata dentro l’editor. Parte da 10 dollari al mese e sale. A gennaio 2026 Microsoft ha dichiarato 4,7 milioni di abbonati paganti, in crescita del 75% in un anno. Le stime degli analisti parlano di circa un miliardo di dollari di ricavi annui, anche se il numero ufficiale Microsoft non l’ha mai confermato, quindi prendilo con le pinze. Nadella nel 2024 se n’era uscito dicendo che Copilot da solo era già un business più grande di quanto fosse tutta GitHub quando l’hanno comprata. E GitHub l’avevano pagata sette miliardi e mezzo (mica noccioline)
Il secondo rubinetto è il cloud. Quando smetti di sviluppare sul tuo portatile e passi agli ambienti in cloud, ai container, agli spazi di lavoro remoti, cominci a pagare. GitHub Codespaces è letteralmente VS Code che gira dentro il browser su infrastruttura Azure, e lo paghi a consumo: si parte da 18 centesimi l’ora di macchina, più lo storage. Sembra poco finché non moltiplichi per un team intero che lavora otto ore al giorno.
Il terzo è il vero bomber: il marketplace. Le regole dicono che le estensioni si possono usare solo dentro ai prodotti Microsoft, non per una questione tecnica però, è scritto nero su bianco nei termini di servizio. L’editor lo puoi anche forkare, ma il negozio delle estensioni resta suo.
Qualche numero non torna però
Fin qui sembra andare tutto bene, ma qualcosa non torna.
Nel 2023 il Wall Street Journal tirò fuori che Copilot lo vendevano a 10 dollari al mese, e Microsoft ci perdeva in media più di 20 dollari a utente. Sui power user, quelli che lo martellavano tutto il giorno, arrivava a perderci fino a 80 dollari a testa. Al mese. Vendevano una cosa a dieci e ne spendevano ottanta. L’avrai visto anche tu sui diversi social gente che spendeva un botto in token rispetto alla fee fissa.
Il software tradizionale, una volta scritto, ha un costo marginale che tende a zero: se lo usa un utente o un milione, a te cambia poco. Ma con l’AI cambia tutto, perché più uno la usa, più tu paghi. Il modello “prezzo fisso al mese” si rompe, perché chi la usa tanto finisce per svenarti.
Ed è esattamente per questo che a giugno 2026 GitHub ha cambiato le regole, passando a un modello dove oltre una certa soglia paghi a consumo. Qualcuno si è ritrovato la bolletta che passava da 29 dollari a quasi 750 in un mese, e ovviamente apriti cielo. Ma il punto è che il prezzo si sta spostando dall’abbonamento per posto al consumo di calcolo. Cioè sta diventando il modello del cloud, non quello del software. Tienilo a mente perché ci toccherà da vicino sta cosa prima o poi...
Si è ribaltata la situazione
Questa storia l’ho già raccontata in parte quando ho fatto il deep dive su GitHub.
Il codice di VS Code è aperto, chiunque può prenderlo e costruirci sopra. E indovina cosa hanno fatto in tanti? Hanno preso l’editor gratis di Microsoft e ci hanno costruito i concorrenti diretti di Microsoft.
Cursor è il caso da manuale. È un fork di VS Code pensato attorno all’AI, nato da quattro ragazzi usciti dal MIT, e in poco più di un anno è passato da 100 milioni a 2 miliardi di ricavi ricorrenti. La società B2B più veloce di sempre ad arrivare a quei numeri. A giugno 2026 si parlava di una valutazione intorno ai 60 miliardi. Tutto costruito sulla base regalata da Microsoft. Windsurf, altro fork, stessa storia, finito in mezzo a una guerra di acquisizioni tra OpenAI, Google e chi più ne ha più ne metta.
Microsoft si è ritrovata ad aver armato i suoi stessi rivali. E ha reagito nel modo prevedibile: nell’aprile 2025 ha cominciato a bloccare le sue estensioni proprietarie dentro i fork. Il CEO di Cursor ha confermato che le estensioni Microsoft “non funzionano più” fuori dall’editor ufficiale. È il paradosso del “regala il complemento”: funziona finché il complemento resta un complemento. Nel momento in cui l’editor diventa la piattaforma su cui i tuoi nemici ti attaccano, il regalo ti si ritorce contro.
Ma la verità è che l’editor sta sparendo
Copilot era nato come un correttore automatico intelligente: tu scrivevi, lui ti suggeriva la riga successiva, quindi era come avere un’assistente, oggi però è diventato agentico.
E c’è chi ha fatto il passo dopo, togliendo l’editor del tutto. Claude Code, quello che uso io insieme a Codex, vive dentro il terminale. Non è un editor, non c’è nessuna finestra dove scrivi il codice riga per riga. È un agente a cui parli. Anthropic dichiara che questa roba fa già più di 2 miliardi e mezzo di ricavi su base annua, e più che raddoppiati da inizio 2026. Il coding è la prima cosa per cui le aziende usano l’AI, e Claude Code non è più un editor per definizione.
Se mi guardo lavorare con onestà: quante volte al giorno apro un file per scriverci dentro, e quante invece per rileggere cosa ha combinato l’AI? Il rapporto è cambiato, e velocissimo. Il posto dove scrivevo il codice sta diventando il posto dove supervisiono qualcuno, o qualcosa, che lo scrive al posto mio.
Se l’editor era il complemento che hai reso gratis per vendere il resto, cosa succede quando l’editor stesso smette di servire? Quando la gente non apre più una finestra per scrivere, ma dà ordini a un agente? Il pavimento su cui hai costruito la tua vittoria si sta spostando proprio mentre finisci di costruirci sopra. Hai conquistato il mercato degli editor esattamente nel momento in cui gli editor smettono di essere il centro. E stavolta Microsoft non guida, insegue: a maggio 2026 The Information ha raccontato di allarmi interni sul fatto che Copilot stia perdendo terreno contro Cursor, Claude Code e gli altri.
Cosa mi porto a casa
Quello che mi resta di questa storia, da uno che sui prodotti ci lavora davvero, è una cosa sola sul prezzo.
Il prezzo va inserito in base al valore e non in relazione a ciò che tutti usano. Microsoft l’ha capito tre volte: ha regalato il valore dell’hardware per vendere Windows, poi ha regalato l’editor per vendere il cloud e adesso prova a farlo con l’AI. In questo modo, il prezzo ogni volta si è spostato di un piano in su, scivolando dall’editor, al cloud fino all’agente. E ogni volta chi restava a difendere il prezzo sul piano inferiore, si ritrovava a vendere una commodity.
Ci faccio caso ogni volta che osservo i prodotti che seguo: c’è sempre la tentazione di mettere il prezzo dove ti senti sicuro, sulla feature che hai fatto bene e che oggi funziona. Peccato che il mercato quella cosa te la sta già trasformando in commodity mentre tu la difendi.
Quindi la domanda che ti lascio, e che mi faccio anch’io guardando quello che costruisco: nel tuo prodotto, stai facendo pagare la cosa giusta? O stai difendendo il prezzo su qualcosa che il mercato sta già rendendo gratis, o peggio, che tra un po’ non userà più nessuno?
Ci vediamo alla prossima.
Senza filtri,
Chri
P.S. Costruiamo insieme Senza Filtri
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