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Ho trovato molto interessante il ragionamento, soprattutto il passaggio finale in cui ammetti di non avere ancora una risposta. Secondo me è proprio lì che si apre la sfida più grande. Se il giudizio nasce dall'esperienza, allora non basta integrare l'AI nel lavoro: bisogna ripensare il modo in cui formiamo le persone. La domanda non è come impedire ai junior di usare l'AI, ma come progettare percorsi nei quali possano continuare a sperimentare, sbagliare e assumersi la responsabilità delle decisioni, anche quando l'esecuzione è sempre più automatizzata. E qui, secondo me, il problema smette di essere solo aziendale e diventa anche politico. Se questa trasformazione riguarda interi settori produttivi, non possiamo lasciare che ogni impresa affronti il problema da sola. Servono istituzioni capaci di ripensare il rapporto tra formazione, lavoro e innovazione. Se il giudizio è davvero un muscolo, allora la vera domanda è: come facciamo ad allenarlo in una società in cui l'esecuzione pesa sempre meno?

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Assolutamente, procediamo.